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  • Canons + Hoquets in Wonderous Stories

    “Recensione”, Vincenzo Giorgio, Wonderous Stories, no. 13:36, July 1, 2008
    Tuesday, July 1, 2008 Press

    La quinta uscita di questo incredibile ensemble d’archi a prevalenza femminile (Clemens Merkel, violino, Nadia Francavilla, violino, Stephanie Bozzini, viola, Isabelle Bozzini, violoncello) segna un capitolo di assoluta bellezza. Il quartetto canadese (come, del resto è successo nei lavori precedenti, uno dei quali dedicato alla musica di Steve Reich) si affida alla scrittura di musicisti contemporanei quali il britannico Howard Skempton (già allievo di Cornelius Cardew) e il giapponese Jo Kondo. Catch e Tendrils a firma del primo, toccano vertici di inarrivabile densità giocando a dilatare drammaticamente gli spazi timbrici attraverso tormentati cromatismi che odorano di introspezione, spiritualità rappresa e decadente dolcezza senza mai perdere il riferimento tonale. Insomma, come già riferiva Charles Baudelaire, l’ineffabile bellezza di un tramonto ineluttabile… Molto meno rassicurante la scrittura del compositore nipponico tesa ad allungare in modo quasi parossistico i suoni fino a spingerli a sfiorare il cielo. Un cielo obliquo, comunque. Così la lacerata preghiera di Hypsotony, un inno alla Sublime Sgradevolezza mentre con Fern recupera l’utilizzo del “silenzio” attraverso un insistito utilizzo del “piano” e “pianissimo” con gli archi stupendamente combinati a disegnare colorazioni quasi elettroniche. Chiude il disco in modo superbo la ruvida Mr Bloomfield, His Spacing anch’essa altalenante tra spasmodici tormenti e aerei silenzi. Mai avremmo sospettato che da quattro archi si potessero ricavare una così variegata tavolozza cromatica: musica davvero “abbacinante”!

    Mai avremmo sospettato che da quattro archi si potessero ricavare una così variegata tavolozza cromatica: musica davvero “abbacinante”!

    Plumb in The Wire

    “Review”, Philip Clark, The Wire, no. 293, July 1, 2008
    Tuesday, July 1, 2008 Press

    If this combination of clarinet and trombone echoes a classic jazz frontline from the era of King Oliver or Jelly Roll Morton, it’s not a heritage that Toronto based Lori Freedman and Scott Thomson deny. Indeed one track from this superb duo record, Plumb, eagerly embraces that lineage, as Freedman’s chattery clarinet lines interweave against the contour’s of Thomson’s abstracted tailgating trombone. But there are other concerns too: Freedman bounces off fruity fundamentals as she explores the outer reaches of her instrument’s overtones, while elsewhere deadpan post-dada humour belly-laughs its way to the front. Remarkably serious entertainment.

    Remarkably serious entertainment.
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