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Nous perçons les oreilles

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  • November 9 – 20, 2009: Nous perçons les oreilles Touring in France and Italia

    Sunday, November 1, 2009 In concert

    Nous perçons les oreilles with (Jean Derome and Joane Hétu) will be touring in France and Italia on November 9 to 20, 2009 in

    • Montpellier, at Baloard;
    • Marseille, at Point de Bascule;
    • Rome, at Officine;
    • Lodi, at Casa del Popolo;
    • Bologne, at Scuola Popolare di Musica Ivan Illich
    • at Gradisca d’Isonzo in MoreMusic festival.

    With the avowed desire to destabilize the listener, Nous perçons les oreilles in a humorous way to both posters from jewelers shops and the potential impact this music may have on the uninitiated listener. Not to be missed if you’re in the area!

    April 6 – 14, 2008: Nous perçons les oreilles Touring in Germany

    Tuesday, April 1, 2008 In concert

    Nous perçons les oreilles (Jean Derome and Joane Hétu) will be touring in Germany this Spring 2008:

    • April 6: world premiere of Le mensonge et l’identité played by Bozzini Quartet as part of the Deutschlandfunk: Forum Neue Musik 2008;
    • April 10: concert at Lovelite, Berlin;
    • April 12: concert at Bunker Ulmenwall, Bielefeld;
    • April 14: concert at Café Journal, Köln.

    La vie, c’est simple, Jean Derome, Joane Hétu, Nous perçons les oreilles in Jazz Convention

    “Bari Taverna del Maltese — Nous perçons les oreilles”, Alberto Francavilla, Jazz Convention, May 12, 2005
    Thursday, May 12, 2005 Press

    Per la rassegna Idillio màgico, organizzata dai musicisti pugliesi Gianni Lenoci e Mario “Jillo” Volpe, in collaborazione con Dream Lab, in scena, alla Taverna del Maltese di Bari, il duo canadese Nous perçons les oreilles (NPLO).

    Gli NPLO, fondatori dell’etichetta Ambiances Magnétiques, sono senza dubbio due tra gli artisti più interessati alla sperimentazione e alla contaminazione di linguaggi nel panorama mondiale. Come ben esplica la breve presentazione che precede il concerto, amano definirsi «due sax, due voci, due gorgogliatori, due satiri, due forze della natura che si dimenano, cinguettano, soffiano, mordono e trasformano la musica in incantazione profana e festa di suoni.»

    Non è una caso che Jean Derome (sax, flauto, voce e “small instruments”) e Joane Hétu (sax e voce) abbiano deciso di essere accompagnati da Gianni Lenoci (tastiere) e Mario “Jillo” Volpe (elettronica, oggetti sonori), che da sempre hanno cercato di smuovere il panorama musicale pugliese con progetti originali e d’avanguardia. Ed infatti il concerto, completamente improvvisato, si articola in pratica in una sola traccia, all’interno della quale, però, è costante il mutamento di suoni e, conseguentemente, la creazione atmosfere diverse.

    Derome e Hétu si confermano nella veste di agitatori, sovvertendo i tradizionali canoni della melodia sonora, grazie all’utilizzo insistito di vocalizzi, ma anche di particolari sonorità ottenute con le labbra e persino con i denti!

    Dal canto loro, Lenoci conferma la sua consolidata fama di pianista versatile e foriero di soluzioni armoniche alternative. Si integra perfettamente con le stravaganze del duo canadese, partecipandovi anzi attivamente con particolari vocalizzi; Jillo assume una funzione quasi di «regista», essendo incaricato alla distorsione di suoni e voci, e partecipando alla costruzione di questo particolare clima con il ricorso a strumenti improvvisati (per es. legnetti, una scodella e persino un tubo!):ancora una volta, quindi, ribadisce il suo caratteristico ruolo di «manipolatore di suoni».

    Risulta chiaro l’intento, peculiare dell’attività di ciascuno dei quattro artisti sul palco, di ricercare nuovi linguaggi sonori, dimostrando che la musica è un elemento intrinseco alla natura, e dunque che si possono creare melodie utilizzando oggetti tipici della nostra vita quotidiana. Inoltre è propria l’intenzione dei NPLO di «suonare il corpo», in modo da esprimere una nuova dimensione della fisicità, che diventa «naturalmente» melodica, anche se in alcuni momenti sfiora l’abrasione uditiva. Non si può comunque negare che la performance risulti molto originale, ed ottiene indubbiamente l’effetto di provocare in taluni punti una sensazione di inquietudine, se non proprio di angoscia. Questa percezione sarebbe forse stata ancora più efficace, se fosse stata accompagnata dalla proiezione di immagini (diapositive o video), che ne avrebbero aumentato il potenziale suggestivo; purtroppo la fusione tra arte sonora e arte visiva (che è una particolarità del duo Lenoci-Volpe, nda) non è stata in questo caso possibile, dato che era la prima volta in assoluto che essi si trovavano ad esibirsi col duo Derome-Hétu, e perlopiù si trattava di un’improvvisazione.

    Per concludere, il concerto è risultato di difficile comprensione per un pubblico che è apparso «improvvisato» e impreparato; d’altronde è questo il rischio di esibirsi in un pub, solitamente ricco di avventori e gente «di passaggio». Ciò ha causato in più momenti un fastidioso brusio che impediva una ascolto accurato, per un’esibizione che aveva bisogno di più attenzione e, quindi, di maggiore silenzio. Rimane innegabile, però, che la Taverna del Maltese risulti ancora una volta tra i locali più attenti, nel panorama barese, nel dare voce a nuove forme artistiche e musicali, promuovendo prodotti ed iniziative che si muovono su terreni nuovi, un fenomeno che è difficile riscontrare da queste parti.

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