A Global Taxonomical Machine
Taxonomy / Elio Martusciello, Graziano Lella, Roberto Fega
rien ne se désarticule ici, tout se distille avec gourmandise, élégance et évidence. — ImproJazz, France
Taxonomy parvient à relier de manière heureuse des univers variés et des atmosphères sonores contrastées, tantôt agitées, tantôt d’un calme olympien. — Les Cahiers de l’ACME, Belgique
Taxonomy (Elio Martusciello, Graziano Lella, Roberto Fega) est un groupe italien d’interprétation et d’improvisation, intéressé au synchrétisme entre les différents codes musicaux. Une taxonomie qui rend toujours possible la décomposition du tout en ses parties constituantes. Une ligne d’ombre entre osmose et isomorphisme.
Dans la lignée de
Des lieux que n’identifie aucune carte. Des analogies morphologiques qui se situent entre la pensée et les micro-organismes. D’étranges corrélations entre les lettres des alphabets oubliés et les langues mondialisées (délocalisées). Pour nous, livres, alphabets, signes, chimie (organique et inorganique), géographie, religion, politiques, périples
Nous ne sommes pas particulièrement cultivés, c’est pourquoi nous nous limitons à la taxonomie, la plus arbitraire des taxonomies. Nous avons convenu de compiler les signes selon nos désirs. Le volume qui en résulte ne raconte aucune histoire
Fort impliqués dans diverses formations et se démarquent par leur polyvalence, les membres de ce trio vibrent de musiques improvisées et expérimentales. Elio Martusciello s’illustre sur la scène d’électroacoustique et est récipiendaire de nombreux concours internationaux. En plus de jouer de l’électronique, Roberto Fega joue du saxo ténor et soprano. Il est membre de Titubanda, une fanfare politiquement engagée, du collectif multimédia Arturo, et collabore avec la danse. Graziano Lella est d’abord bassiste et saxophoniste. Il a notamment joué dans un groupe punk et un groupe rock d’avant-garde, Dura Figura, en 1997.
- Compositeur·trice(s): Taxonomy, Elio Martusciello, Graziano Lella, Roberto Fega
- Image de couverture: Ester Curcio
- Graphisme: Ale Sordi
CD (AM 136, 2005)
- 1Bear Witness Against Themselves (2003-04), 5:59
- 2Light the Fires of Insubordination (2003-04), 7:29
- 3Ad Esempio (2003-04), 8:17
- 4Dipinto sul Nulla (2003-04), 9:57
- 5Behind Me (2003-04), 4:56
- 6Eme (2003-04), 7:45
- 7Exaust Utopias (2003-04), 1:23
- 8Creare Metafore (2003-04), 0:08
- 9Euglena (2003-04), 2:31
- Étiquette: Ambiances Magnétiques
- AM 136
- 2005
- UCC 771028113620
- Durée totale: 48:25
- Boîtier sympathique
- 126 mm × 126 mm × 5 mm
- 45 g
Sur le web
Quelques articles recommandés
La presse en parle
De zéro à disque
Critique
Voici une musique sans querelle, sans parti pris agressif. Qu’elle soit élaborée électroniquement (une guitare par ci, une clarinette samplée par là) ne change rien à l’affaire
Cette musique possède son rhytme, sa navigation. Je ne saurais dire si elle est lente, hypnotique ou cabossée. Ce que je sais, c’est qu’elle s’engage avec sincérité dans des bras de fleuve aux destinées secrètes et protectrices. A mettre entre toutes les oreilles.
Reviews
Recensione
Le presenti quattro novità della canadese Ambiances Magnétiques rendono bene il raggio di azione — esteso, vasto e aperto — che questa etichetta copre.
La parola è musica. Era già il motto de
La parola oltre la parola, in essenza. In
Da corde, tasti, percussioni sfiorate (e poco percosse) scaturisce un jazz di matrice sperimentale, con riferimenti voluti ad un Derek Bailey e ad un Fred Frith, una musica profonda, cupa a tratti, piena d’imprevisti, oscillante in una atmosfera rarefatta. Lavoro immaginario e immaginifico, per carattere dei suoi interpreti, beffeggia le regole della gravità con il suo senso di irrinunciabile sospensione.
Di impronta nettamente jazzistica è invece
Recensione
La breve frase di una chitarra ripetuta e sporcata da una serie di disturbi elettronici che lentamente hanno il sopravvento sull’interno paesaggio sonoro di questa macchina tassonomica globale. Dietro al glitch si nasconde oggi tutto ciò che viene processato, ovvero allontanato da qualsiasi evocazione gestuale a tal punto da far scomparire l’idea stessa del musicista e suggerire invece quella di un’intelligenza artificiale che plasma la musica secondo un proprio disegno, razionale, quanto incommensurabile.
Certe esperienze come quelle di Taxonomy (alias
Certo oggi il laptop senza il giradischi, i nastri Ampex, le valvole AEG e i circuiti modulari farebbero senz’altro un’altra musica, così come i Taxonomy senza
Una caratteristica del genere appartiene senz’altro ai grandi, anche se la creazione di una tassonomia basata sulla forza dell’errore può rilevarsi un progetto tanto utopico, quanto inutile, come già
Recenze
Critique
Taxonomy est un trio italien formé en 2003 et composé de
Recensione
Microstatiche scariche granulose che s’intoppano e s’ingozzano di silenzi (mai troppo silenti) evocativi e placidi spesso interrotti da dolci incursioni acustiche subdole come bacio di serpente.
La lente d’ingrandimento utilizzata dai tre è perfetta risultante del lavoro d’affiato creatosi nel corso di numerose pubbliche adunanze che, 1+1+1 generano un percorso acustico fatto di microscopiche celle d’isolamento per singole parti costituenti di ambienti ben più vasti.
Elettroacustica vagabonda e ricerca del dettaglio, linea d’ombra acusmatica che come nella bellissima
Migrazioni neurali veloci e serene lungo una serie di ellissi sensoriali affascinanti come poche altre in questo periodo razzolando bellamente fra spasmi improvvisativi ed istanze subdolamente minimali;un retrogusto sarcastico di fondo a far la differenza.
Sembrano bellissime e strane creature balbettanti cresciute all’ombra di una montagna fatta di dubbi, sembrano creature semplici che subiscono un continuo ed involontario spostamento in avanti nel momento stesso che le si incontra, scorbutiche e poco loquaci
Una particolare risonanza interiore che scuote nel profondo senza mai essere ostile.
Armonia e consapevolezza.
Azione e pratica.
Traduit de l’italien.
Texte original
Microstatiche scariche granulose che s’intoppano e s’ingozzano di silenzi (mai troppo silenti) evocativi e placidi spesso interrotti da dolci incursioni acustiche subdole come bacio di serpente.
La lente d’ingrandimento utilizzata dai tre è perfetta risultante del lavoro d’affiato creatosi nel corso di numerose pubbliche adunanze che, 1+1+1 generano un percorso acustico fatto di microscopiche celle d’isolamento per singole parti costituenti di ambienti ben più vasti.
Elettroacustica vagabonda e ricerca del dettaglio, linea d’ombra acusmatica che come nella bellissima
Migrazioni neurali veloci e serene lungo una serie di ellissi sensoriali affascinanti come poche altre in questo periodo razzolando bellamente fra spasmi improvvisativi ed istanze subdolamente minimali;un retrogusto sarcastico di fondo a far la differenza.
Sembrano bellissime e strane creature balbettanti cresciute all’ombra di una montagna fatta di dubbi, sembrano creature semplici che subiscono un continuo ed involontario spostamento in avanti nel momento stesso che le si incontra, scorbutiche e poco loquaci
Una particolare risonanza interiore che scuote nel profondo senza mai essere ostile.
Armonia e consapevolezza.
Azione e pratica.
Recensione
Attendevo con una certa curiosità questo esordio del trio (quasi) romano, e l’attesa è stata ampiamente ripagata da un CD pubblicato con il prestigioso marchio canadese della Ambiances Magnétiques.
Voto 8
Traduit de l’italien.
Texte original
Attendevo con una certa curiosità questo esordio del trio (quasi) romano, e l’attesa è stata ampiamente ripagata da un CD pubblicato con il prestigioso marchio canadese della Ambiances Magnétiques.
Voto 8
Recensione
La realtà muta continuamente a seconda del punto di osservazione. Una strada non è soltanto una strada, è stata montagna, foresta, probabilmente mare aperto
Il concetto di tempo stesso il più delle volte non è altro che un puro distillato di commercio che poco aggiunge alla vita di un individuo
Il linguaggio di questa uscita unitaria sembra ampliare di molto le singole prospettive offrendosi come ipotetico specchio convesso generante visioni alterate della realtà circostante. Il passaggio di
Probabilmente si.
Quando in
Ipotetica colonna sonora per documentario su un Miles Davis che non produce una nota, ipotetica colonna sonora per un documentario sui Throbbing Gristle alle prese con il sugo per la pasta durante le registrazioni di “20 jazz Funk Greats”
Perfetta conchiglia da accostare all’orecchio in caccia di tesori nascosti, se poi si sente il rumore del mare o meno questo non è un problema
Il resto arriverà in seguito da solo, in un’altro momento e non richiesto. Le contorsioni lunari o circensi a seconda del proprio stato d’animo che agitano
Il travalicamento del vedere e sentire.
Una strada che parte come strada e poi si tramuta all’improvviso in bosco e poi diventa pietra e poi torna ad essere strada.
Senza ombra di dubbio uno degli snodi cruciali della nostra contemporaneità nostrana.
Uscite e fatelo vostro ad ogni costo.
Voto 8
Traduit de l’italien.
Texte original
La realtà muta continuamente a seconda del punto di osservazione. Una strada non è soltanto una strada, è stata montagna, foresta, probabilmente mare aperto
Il concetto di tempo stesso il più delle volte non è altro che un puro distillato di commercio che poco aggiunge alla vita di un individuo
Il linguaggio di questa uscita unitaria sembra ampliare di molto le singole prospettive offrendosi come ipotetico specchio convesso generante visioni alterate della realtà circostante. Il passaggio di
Probabilmente si.
Quando in
Ipotetica colonna sonora per documentario su un Miles Davis che non produce una nota, ipotetica colonna sonora per un documentario sui Throbbing Gristle alle prese con il sugo per la pasta durante le registrazioni di “20 jazz Funk Greats”
Perfetta conchiglia da accostare all’orecchio in caccia di tesori nascosti, se poi si sente il rumore del mare o meno questo non è un problema
Il resto arriverà in seguito da solo, in un’altro momento e non richiesto. Le contorsioni lunari o circensi a seconda del proprio stato d’animo che agitano
Il travalicamento del vedere e sentire.
Una strada che parte come strada e poi si tramuta all’improvviso in bosco e poi diventa pietra e poi torna ad essere strada.
Senza ombra di dubbio uno degli snodi cruciali della nostra contemporaneità nostrana.
Uscite e fatelo vostro ad ogni costo.
Voto 8
Review
However, that doesn’t mean you’re going to enjoy listening to it.
Art with a capital A, this collection of electronic sound collages and vast silences would have been confrontational a decade ago by virtue of its almost total lack of recognizable musical elements. In 2005, most listeners who don’t buy their music at Wal-Mart are at least passingly aware of minimalism and sparse electronica, so Taxonomy aren’t exactly offering a wholly revolutionary concept. It turns out you can get a pretty cool experience without melody or harmony. We already knew that.
Still, if you’re willing to invest the effort it requires and deserves,
Still, a few elements, like the five minutes of complete silence that comes midway through the record, are a little too artsy for their own good. Stuff like that is the main reason you can’t expect
Review
An Italian trio is behind the bandname
Review
In 9 pieces they give a demonstration of their craftsmanship. According to the liner notes all tracks are composed by the three musicians, but I suppose improvisation played a role in the composing process. In most pieces they make use of a wide dynamic range. Noisy and loud sections disappear in long silent parts. Sound or prerecorded music coming from acoustical instruments is followed by and mixed up with electronic soundsources. All tracks are built up in their own way and are colored by specific sounds. A track like






