Chansons d’un jour in Blow Up
Donne e canzoni parte seconda. Geneviève Letarte, artista multimediale scrittrice di romanzi, ideatrice di spettacoli che combinano musica e poesia, cantante e musicista (sue le parti di tastiere e fisarmonica) con le sue canzoni di un giorno ci narra di amore e di contemplazione, di viaggio e di ricerca. E’ il suo secondo altum (dopo Vous seriez un ange del 1990, sempre su Ambiances magnétiques) e si presenta all’appuntamento accompagnata dal fido Claude Fradette (chitarre, basso, dobro e responsabile degli arrangiamenti), e da Normand Guilbeault (contrabbasso), Pierre Tanguay (batteria e percussioni) e Serge Boisvert (tromba).
Chansons d’un jour è un disco gradevole, sovente delicato ma non privo della necessaria intensità, che risente del retroterra teatrale dell’autrice e dispensa musica insieme nostalgica e moderna, accessibile ma non banale come potrebbe apparire ad un ascolto poco attento. Eleganti e raffinati negli arrangiamenti, i dieci brani sono perlopiù costruiti sui tradizionali ritmi del tango, del walzer, del blues e offrono come pietra di paragone più prossima i Pale Nudes recenti anche per il modo di cantare della Letarte che in diverse occasioni rammenta Amy Denio. Sono però i pezzi più personali (la filastrocca J’ai marché e la fiaba Flou comme la nuit), i più graditi e nei quali viene fuori tutta la bravura dell’artista canadese. (7) Geneviève Letarte fa ovviamente parte di Chante

