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La notte fa in Kathodik

“Recensione”, Marco Loprete, Kathodik, June 22, 2009
Monday, June 22, 2009 Press

Era lecito attendersi qualcosina di più da questo disco di Aimé Dontigny (membro, assieme a Érick d’Orion del duo morceaux_de_machines) e Michel F Côté (batterista dei Klaxon Gueule). E ciò anche per via degli ospiti coinvolti nel progetto — Bernard Falaise e Alexandre St-Onge, rispettivamente chitarrista e bassista dei Klaxon Gueule, Alexander MacSween dei Foodsoon (batteria) e Jean René (viola) —, musicisti di straordinaria vitalità creativa, animatori, assieme ai due autori di la notte fa, della scena improv-rock canadese. Ma veniamo al disco in questione. Il lavoro di Dontigny e Côté si colloca nell’ambito dell’avanguardia più sperimentale. Un intreccio di batterie, percussioni, nastri, effetti elettronici, drum machines e cut-up di varia natura (tra i “prelievi”, svettano quelli da Videodrome di Cronenberg, The Mahavishnu Orchestra e Maurice Ravel) costituisce l’ossatura delle partiture improv-electro di ritmi di oggetti, unlisted card number, paxil origami club e naines qui gesticulent (due esercizi di frantumazione di breakbeat con avvolgenti suoni tastieristici a conferire un’atmosfera spaziale), bounce dat ARN, le jazzate lube liqueur e visiones nocturnae, target= “blank_” e the book burner. Pezzi a tratti indubbiamente affascinanti, ma che molto spesso cadono nel già sentito. La sensazione (ma potremmo dire: la certezza) è che Dontigny e Côté possano fare di meglio. la notte fa poteva essere un capolavoro. Così è semplicemente un buon disco.

la notte fa poteva essere un capolavoro. Così è semplicemente un buon disco.