-28+Alieni dans All About Jazz Italy
Assolutamente necessario per cogliere appieno le sottigliezze di questo disco è l’ascolto in cuffia. La diffusione tramite altoparlanti non permette infatti di udire i sottili effetti sonori di marchingegni e motorini. Oggetti meccanici che Mirko Sabatini ha applicato direttamente alle pelli e alle strutture di un comune set di batteria.
Due sono le coordinate essenziali che si (ri)scontrano
- 28 + alieni, registrato nell’inverno del 1999 a Saint-Jovite (Québec) — ad oggi il primo ed unico album solista di Mirko Sabatini — si avvale dell’apporto tecnico in fase di registrazione e missaggio di quel Vincenzo Vasi che al basso elettrico è impegnato con il musicista in questione anche nel duo Gastronauti [per leggere la recensione del loro disco Mosche Mutanti clicca qui]. Apporto sicuramente logico e fondamentale se si pensa che tutto il lavoro è concentrato sulla forma del suono e sui suoi significati immediati. Sembra che Mirko Sabatini voglia lasciare correre lo strumento per i fatti suoi — come se non ne avesse un esatto controllo. In realtà, il musicista possiede capacità tecniche tali — come accade in alcuni dei migliori contesti di musica improvvisata — da celare intuizioni immediate, in realtà frutto di virtuosismi. Difficile spiegare, ma è proprio come se la musica fluisse attraverso proprie meccaniche spontanee. Questa batteria è uno strumento ai cui Sabatini è legato materialmente e affettivamente e che “partorisce” dal silenzio i suoi ticchettii, sottili sfrigolii, impennate sui rullanti, stick. Non dimenticando le esperienze nell’arte figurativa (scultura) di Sabatini, riscontriamo questa sua attività in veri e propri disegni sonori

