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Billet

Aurores boréales dans Blow Up

«Altrisuoni», Dionisio Capuano, Blow Up, no 103, 1 décembre 2006
vendredi 1 décembre 2006 Presse

Il giovane contrabbassista Jean Félix Mailloux, nuovo nome della scena di Montréal Jazz, guida un trio il cui cielo è attraversato dal gusto della canzone come, appunto, da aurore boreali: You si tatua nella memoria; la melodia in Aurores Boréales si è smembrata nell’arrangiamento ma il tema rimane impresso e riporta ad unità tutte le variazioni. La geografia emotiva non guarda necessariamente a nord, la mappa è estesa. C’è l’oriente della memoria (Au bord du Nil), lo swing brillante (Cent titres) e stlizzato, quasi monkiano (Aérospasme). La scrittura di Mailloux, di nitida sintassi, propone all’interprete sia la possibilità di esaltarne la cantabilità, sia di sfrangiarne la struttura con flashes improvvisativi e solistici (esempio: la batteria di Racine-Ménard in Un peu de poudre de pirlimpinpin). Avanti a tutti c’è, però, il pianoforte di Arden Arapyan, sempre cristallino e morbido, da un estremo (i passaggi armolodici e downtown di Densité 23,7) all’altro (lo slavato croonerismo tonale di Les haricots florissants). Potrebbe alla fine risultare una sorta di A.O.J., adult oriented jazz, questo il suo rischio. Si suoni come si suoni, un po’ di sangue lo vogliamo vedere.