Più programmatico del lavoro d’esordio, è un letto fluido creativo senza soluzione di continuità ma nel quale si distinguono dieci segmenti con un proprio tematismo. A parte il primo e l’ultimo movimento, semplicemente intitolati Ouverture (un drone sinusoidale più loop di voce femminile affannata) e Epilogue (cangiante di piano elettrico, chitarra, elettronica e che chiude similmente all’apertura), le altre composizioni hanno una duplice denominazione che ne sottolinea il carattere strutturale-dinamico e di contenuto. La qualità sonora di II Sostenuto — Sospeso è definita da un continuum elettronico-digitale, graniglia elettroacustica, e da un drone che sembra (farvi) levitare nello spazio. III Andante con moto (Tema) è jazz da camera elettro-cubista, con ritmo informale ed il clarinetto basso di Fega che disegna un tema melodico anti-accademico. In VII Larghetto — Appassionato (tema) la melodica intona una specie di tango mentre il basso di Lella e le corde di Martusciello disperdono sulla trama note pizzicate. IX Grave — narrante inizia con (quello che sembra) il rumore di fondo, basso e sordo, di un microfono aperto e poi dipana field recordings di voci, suoni parassiti e d’ambiente. Taxonomy elabora un approccio spontaneo al suono che trova un rigoroso arrangiamento in dieci movimenti tassonomici attraverso la fase compositiva. Come dire che la fase compositiva diventa un momento di analisi ‘etico-politica’ e la musica che ne scaturisce l’espressione dinamica delle idee. Sullo sfondo engagé paiono esserci gli AMM e fors’anche gli Ultra-red. Sia ben chiaro, nulla di manifesto (di che parliamo: scontro tra nord e sud? neo-consumismo? intolleranza ideologica? Ogm?) ma l’urgenza critica di simili lavori s’impone e non ci si può non interrogare su quello che ci accade intorno.