Alessandro Achilli, Musica Jazz, no 63:11, 1 novembre 2007
L’ensemble canadese — un po’ banda da strada e un po’ orchestrina da ballo — affronta il repertorio del tastierista e fisarmonicista svedese con un piede nel folk scandinavo e uno nell’avantprog. Come forse era naturale, le melodie già di per sé più festose e struggenti (Inte Quanta, Boeves Psalm, Simfågeldans e tante altre) ispirano anche gli arrangiamenti più fantasiosi e articolati tra quelli scritti dal sassofonista
