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Recensione
Antenata nasce da un’incontro avvenuto anni fa tra la sottoscritta e
La ragione è molto semplice. Ultimato il master del cd abbiamo fatto il punto sulla situazione delle etichette che ci piacevano e che potevano avere interesse a produrre uno strano “oggetto” di questo tipo. A conti fatti ci siamo rese conto che si potevano contare sulla punta della dita di una mano (forse due) ed a quelle abbiamo inviato il nostro lavoro. Tra queste la prima a rispondere entusiasticamente è stata appunto l’Ambiances Magnétiques.
Sai, il presupposto di questo lavoro era dare una veste musicale a delle parole che ci avevano in qualche modo toccato. Questo era il filo conduttore, e nel perseguirlo non ci siamo poste limiti stilistici. Chiaramente però nel procedere si sono fatte sentire quelle che erano le esperienze musicali che ciascuna di noi aveva attraversato o stava vivendo in quel momento. Personalmente come musicista sono partita con i KDNR (gruppo di musica industriale), poi l’esperienza con il Laboratorio di Musica e Immagine e le Fastilio, in cui si lavorava su un idea di composizione e improvvisazione collettiva. Contemporaneamente frequentavo il conservatorio e coltivavo una passione per la musica “colta” contemporanea e compravo dischi rock. Poi dal sassofono sono passata al computer e ai campionatori. Insomma un discreto casino o una sana confusione
La seconda..da un certo punto di vista se penso alla domanda e alla risposta precedente. La prima se penso invece al fatto che fin dall’inizio avevamo deciso di coinvolgere nel progetto musicisti come
Confesso che ho iniziato a lavorare sui pezzi per Antenata pensando che quella poteva essere per me una buona occasione per esplorare la dimensione del ritmo e dell’armonia. Suonando uno strumento melodico (il sassofono) prima dall’allora mi aveva in generale più attratto l’aspetto “melodico” della musica (quando dico melodico penso in generale alla capacità d’organizzare suoni, rumori, effetti sonori in senso orizzontale, alla ricerca di linee melodiche anomale e d’intervalli pericolosi). Personalmente in Antenata la cosa che più m’interessava era lavorare sulla “classica forma canzone” in cui dettasse legge però l’aspetto ritmico. Quando lavori su dei brani che partono da dei testi poetici la prima cosa con cui ti devi confrontare è la questione del ritmo e della metrica della parola. Quelle ti portano inevitabilmente in una loro “naturale” direzione ritmica, poi sta a te decidere se seguirla o giocarci attorno. Di fatto i pezzi nel cd sono varissimi:ritmi regolari, irregolari, assenza di ritmo ecc..ecc
In generale, nella vita, penso che le parole spesso sono inutili e che non abbiano abbastanza sfumature o la stessa forza di un gesto di un immagine o di un suono. (Forse ho esagerato
Credo assolutamente di si. Ci sono periodi di stasi e a volte il nuovo si muove in ambiti musicali magari inaspettati per noi. Credo che attualmente la scena più in movimento sia quella elettronica e anche in alcuni casi quella pop. Personalmente al momento non sono ossessionata dall’idea di essere innovativa, confesso però di esserlo stata in passato.
Con Antenata ho chiuso credo una fase. Ho momentaneamente messo in stand by il sassofono e mi sono dedicata di più all’elettronica e a dare forma a progetti con artisti che vengono da altre discipline. Ora stò lavorando sulla sonorizzazione di un film di
Forse è giusto ricordare che il nome del gruppo in origine era un altro. Nella fase di realizzazione del progetto e in quella in cui a girato per concerti sparsi qua e là ci chiamavamo infatti strixAluco. Quel nome ad un certo punto non ci convinceva più ed abbiamo deciso di cogliere l’occasione dell’uscita del disco per cambiare il nome in Antenata.
